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Le macchine non si mangiano...

Leggevo che qualche giorno fa che in Italia è stata fatta una buona trasmissione  Rai sui rischi legati al progressivo aumento dell'automazione e dei computer, che fanno diminuire sempre più i posti di lavoro.

D'altra parte però la popolazione mondiale cresce a ritmi preoccupanti e uno dei bisogni primari da soddisfare è quello della nutrizione.
Ma come si fa a comprare il cibo se non si ha un lavoro per guadagnare? Spero che arrivi presto una soluzione.

Questo però mi ha riportato alla mente un episodio della mia infanzia. Eravamo alla fine degli anni 50 e nel paese c'era molta gente che lasciava la terra per trasferirsi in città a lavorare nelle industrie o nei servizi. Un giorno, venuta a sapere di un'altra partenza, mia madre disse: - Ragass, ma il machini i'n s' magnen mia! Se ninsun lavora più la tera cusa magnaran la gent! (traduzione: Ragazzi, le macchine non si mangiano. Se nessuno lavora più la terra, cosa mangerà la gente?-

In attesa delle soluzioni di quelli che governano il mondo, suggerirei pertanto  ai giovani  di prepararsi per intraprendere in modo moderno un mestiere antichissimo: lavorare la terra per produrre cibo per sè e per gli altri e il nostro paese , favorito dal suo clima, può offrire nuove opportunità. 
Direi inoltre che tutta la filiera alimentare andrebbe tenuta in considerazione. 
Vedo infatti come  qui a Londra  il cibo italiano sia cercato, apprezzato e venduto a caro prezzo, anche se non sempre di qualità eccelsa.

Ritorniamo alla Madre Terra , che forse non ci tradirà.

Pubblicato il 8/9/2016 alle 10.41 nella rubrica altri tempi.

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