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Ognuno sta solo sul cuore della terra trafitto da un raggio di sole. ED E' SUBITO SERA.(Quasimodo) %%%%%% SOLDATI Si sta come d' autunno sugli alberi le foglie. (Ungaretti) > <
31 ottobre 2008
Guzzanti-Berlusconi-Petrolini-Nerone.
Ieri sera ad Annozero abbiamo assistito ad una gustosissima performance di Sabina Guzzanti.

Era vestita e truccata da Berlusconi, ma sopra questi abiti indossava lo stesso costume di foggia romana che abbiamo visto nella famosissima scena di Petrolini, vestito da Nerone, che canta mentre contempla Roma che brucia ai suoi piedi.
C'era la critica al vezzo di dire e negare in rapida successione del nostro premier, la critica alla sua megalomania, al suo malcelato fastidio per chiunque lo contraddica e al suo amore per il potere.
Il tutto veniva fuori dalla sovrapposizione dei personaggi citati più ancora che dal testo del copione, peraltro molto divertente. Brava Sabina!!!
DIARI
30 ottobre 2008
La stufa a legna.
Era nell' angolo opposto al caminetto e nello spazio che la separava dal muro esterno veniva riposta la legna: ceppi spaccati con la scure nel cortile e stecchi sottili presi dalle fascine.
Il piano superiore era in ferro e presentava tre gruppi di cerchi concentrici che venivano tolti per regolare la larghezza del "contatto" col fuoco vivo a seconda della larghezza della pentola.
Sulla facciata anteriore si apriva lo sportello che chiudeva il vano-fornace, sotto c'era uno sportello più piccolo attraverso il quale veniva estratta la cenere e di fianco si apriva il forno.
Nella parte più bassa c'era un vano vuoto in cui mia madre a volte metteva anche le pantofole perchè si scaldassero.
Di fianco al piano cottura c'era un contenitore in rame sempre pieno d' acqua calda,  pronta per tutte le necessità.
Il tubo di scarico, che attraversava buona parte della stanza per ottimizzare la resa della stufa,
presentava ad altezza d'uomo (ma sarebbe meglio dire ad altezza di donna) un anello di ferro munito di tanti raggi che potevano essere alzati o abbassati  su cui venivano appesi mestoli e schiumarole o i panni  da asciugare quando fuori pioveva .
Sul piano cottura arrostivamo le castagne o le fette di polenta avanzata dal giorno prima e nel forno ogni mattina la mamma metteva l'uovo che dovevamo sorbirci prima di andare a scuola

Quando si tornava a casa coi piedi intirizziti dal freddo, la mamma ci faceva togliere le scarpe e ci faceva appoggiare i piedi sullo sportello più basso e al tepore che ne usciva ti sentivi rinascere.


                                               
SOCIETA'
30 ottobre 2008
Donne di tutto il mondo: UNIAMOCI!!!
Nei paesi più poveri del mondo,  ma anche nei paesi islamici (molti dei quali sono tra i più ricchi ormai) la condizione della donna è esecrabile, perchè fatta di soprusi quotidiani, di violenze, di negazione della possibilità di scegliere il proprio futuro o addirittura il proprio marito.

In questi paesi molto spesso si nega anche la possibilità di studiare e di andare a scuola, perchè una persona ignorante, che non sa leggere e interpretare la realtà che la circonda è più facilmente assoggettabile.

Ma ci rendiamo conto di quale capacità di progresso avrebbe per molti paesi l'istruzione delle donne? Il loro sapere si riverserebbe immediatamente sui figli e sulle figlie e in poco tempio il livello culturale di un paese potrebbe fare un enorme balzo.

L' ONU dovrebbe lanciare una campagna di alfabetizzazione indirizzata alle donne e tutte le donne del mondo dovrebbero farsene carico: sarebbe, ne sono certa, il migliore antidoto contro l' estremismo e il migliore strumento di promozione di una cultura della pace.
DIARI
29 ottobre 2008
In ricordo di Aisha.
Una ragazza di ventitrè anni è stata lapidata in Somalia, in uno stadio in cui molti erano stati costretti a recarsi dietro minacce dei ribelli, estremisti islamici.

Aisha, questo era il suo nome, è stata legata mani e piedi e sepolta in una buca, in modo che affiorasse dal terreno solo la testa ed è cominciato il lancio delle pietre.
Io quelle pietre me le sento addosso una per una e penso all' episodio del Vangelo in cui una voce misericordiosa e autorevole ha gridato alla folla inferocita:
- Chi è senza peccato scagli la prima pietra!! - facendo ammutolire e arrossire i presenti.

Purtroppo per Asha nessuno è riuscito a fermare le mani dei suoi assassini; chi ci ha provato ha solo ottenuto di scatenare una sparatoria sulla folla inerme.
Perchè nel ventunesimo secolo possono ancora accadere queste atrocità?
SOCIETA'
28 ottobre 2008
Ultim' ora dall' U.K.
Ho appena finito di ascoltare un serivizio di un giornale radio dall' Inghilterra.
Lì la tradizione delle scuole private è molto antica, sia per le scuole dei più piccoli, che per le elementari e su, su fino all' Università. Alle scuole pubbliche vanno solo i poveri , i derelitti e così la scuola diventa, pur con tanto di divisa e distintivo, il ricettacolo concentrato di tutte le tensioni e le problematiche sociali. Ci si deve poi  stupire se i bambini devono andare a scuola armati e se è proprio a partire dalle scuole che si formano quelle bande di dodicenni - tredicenni che si scontrano lasciando sul terreno molti "caduti" in tenerissima età?
Questa però non è cosa di questi giorni.
La notizia cui alludo nel titolo è questa : con la crisi le famiglie della classe media britannica non possono più permettersi di pagare le rette astronomiche delle scuole private (nel servizio si parlava di 30.000  sterline l'anno, pari a circa 45.000 euro!!!) e sono costrette a dirottare i propri figli verso le scuole pubbliche (magari sarà un' occasione per renderle più vivibili, dico io).

Un rappresentante delle scuole private, molto preoccupato per la situazione, diceva che loro fanno di tutto per contenere le rette, ma poichè nonostante i loro sforzi queste restano inaccessibili a molti, si augurava che anche i nonni scendessero in campo con i loro risparmi per poter assicurare ai nipoti una scuola decente (pensate a quei nonni che si ritrovano ad avere 7 o 8 nipoti !!!!)

Questo è ciò che la ministra Gelmini sta preparando per i nostri ragazzi  e per i loro nonni con una ostinazione degna di migliore causa?



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SOCIETA'
28 ottobre 2008
Donne e im..pari opportunità.
L' altra sera ho visto un servizio sull' Afghanistan e sul Pakistan, in cui  si sono viste donne orribilmente ustionate per essersi date fuoco pur di non andare in moglie a uomini che aborrivano.
Nelle stesse zone c' è l' usanza terribile di acidificare le donne che si sottraggono alle pretese di pretendenti non corrisposti.
So di bambine arabe di otto , nove anni date in moglie a vecchi "con licenza di stupro" e di bambine africane rapite e costrette a diventare le "donne dei soldati ribelli" e a imbracciare i fucili.
E che dire delle bambine infibulate in tante zone dell' Africa?
E in Cina, dove vige la legge del figlio unico, se ci si accorge di aspettare una bambina spesso si ricorre all' aborto, perchè è preferibile avere un figlio maschio.
Nell' occidente sviluppato le donne si sono emancipate, ma sono in aumento le violenze in famiglia e gli uxoricidi, mentre per le strade donne africane o slave sono schiave di lenoni feroci e di "clienti" che fanno finta di non sapere quante atrocità nasconda il mercato che loro stessi alimentano.

Quanto tempo dovrà ancora passare perchè le donne si vedano riconosciute pari opportunità e pari  dignità?
SOCIETA'
27 ottobre 2008
Allarme alcolismo tra gli adolescenti.
Da un articolo della Provincia di Como leggo che già a tredici anni si può cominciare a diventare alcolisti.
Non si può restare indifferenti di fronte a statistiche che ci dicono che il 19% dei nostri ragazzi assume alcolici sotto i 18 anni.
Certo nelle case la responsabilità ricade sui genitori, ma dubito che questi ragazzi bevano in casa; lo fanno certo in discoteca o nei bar: ma nessuno può chiedere i documenti aun ragazzino che chiede un superalcolico?
E che dire di quelle bibite al sapore di frutta cui si aggiunge un po' di alcol per creare il bisogno di bere? Si può in nome del libero mercato lasciare che per soldi si rovinino, legalmente, i nostri ragazzi?



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DIARI
26 ottobre 2008
Pionieri.
Era un piccola frazione di montagna formata da una decina di case che si affacciavano sull' unica strada asfaltata che la collegava alla pianura.
C'era un unico negozio, che faceva un po' da supermercato ante-litteram, perchè vendeva di tutto un po', dai lacci da scarpe alla frutta, dal pane ai detersivi agli aghi per cucire. Accanto al negozio un bar- trattoria che aveva anche alcune camere da affittare ai rari viaggiatori di passaggio.
C'era anche una macelleria aperta per alcune ore due giorni alla settimana, un minuscolo ufficio postale, una chiesetta e una scuola.

Lì in quell'angolo sperduto di mondo sull'appennino ho trascorso, quarant' anni fa, il mio primo anno da insegnante.
Eravamo in quattro e io ero la più giovane e inesperta e la notte non ci dormivo a pensare come potevo farmi capire da quei malcapitati alunni che mi erano stati assegnati.
I miei colleghi però mi hanno sostenuto coi loro consigli e le cose hanno presto cominciato a farsi più semplici. Erano veramente delle persone in gamba e già allora, quando non ci si sognava nemmeno di introdurre classi aperte o scambi di gruppi, noi quattro, senza autorizzazione di nessuno, abbiamo cominciato a formare dei gruppi di attività su cui ,a rotazione ,ci alternavamo per fare ciò che ognuno di noi sapeva fare meglio : lavorare il legno, lavori femminili, disegno e canto o  drammatizzazioni di racconti.
Da allora sono poi passati altri vent' anni prima che questa idea di scuola si facesse strada.
Siamo stati dei pionieri. Forse ognuno di noi sentiva che, mettendo in comune le nostre forze, potevamo dare qualche opportunità in più ai bimbi di quello sperduto villaggio di montagna.
POLITICA
26 ottobre 2008
La Nato non sa che esiste la camorra?
 Dando per scontata la buona fede dei funzionari della Nato, si dovrebbe dire che essi non sanno che la Campania è stretta nella morsa di una criminalità spietata e sanguinaria.
Stamattina, infatti, ascoltando la radio, mi sembrava di sentire quelle notizie strampalate che di solito vengono diffuse per il pesce d' aprile; si diceva che in Campania molti  funzionari della Nato hanno preso in affitto ville e appartamenti di proprietà dei camorristi, addirittura per una villa appartenente a un latitante pagano tremila euro al mese..

Allora il governo spende milioni di euro per mandare i militari a contrastare la camorra e la Nato la sovvenziona?  Suppongo che ci sia qualcosa di sbagliato in tutto questo.



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POLITICA
25 ottobre 2008
Che bella giornata!
E' una gioia vedere tanta gente riunita pacificamente, in un clima di festa, ma di festa pensante.
Berlusconi non può illudersi ancora di poter fare e disfare a suo piacere in questo paese: chi governa lo deve fare in nome di tutti, ma soprattutto lo deve fare perseguendo il bene del paese, pensando al suo futuro.

E' una gioia anche vedere tanti giovani: allora ci sono anche ragazzi che non stravedono solo per lo sballo del fine settimana, per le veline o per i reality, ma che sanno capire che in questo momento si tenta di imporre l' interesse di pochi contro il bene comune, ponendo le basi per un futuro sempre più incerto per molti e accentrando sempre più risorse e ricchezze nelle mani di poche famiglie, sempre le stesse...

Riforme sì, ma smantellare la scuola pubblica, svendere gli ospedali, stravolgere la giustizia, peggiorare le condizioni di lavoro è un' altra cosa.



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DIARI
24 ottobre 2008
Bolle di sapone - 2^ parte.
Ai tempi  in cui ero bimba io, la plastica e l' industria non  erano  ancora entrate nel mondo delle bolle di sapone e non potevi comprarle al negozio in paese. Te le dovevi preparare con un po' di pazienza: quando il sapone del bucato era diventato così sottile che non poteva più essere utilizzato, io ne prendevo alcune scaglie e le mettevo in un barattolo con un po' d'acqua, mescolavo a lungo con un bastoncino e poi lasciavo riposare la soluzione in un posticino tranquillo, dove nessuno poteva urtare il contenitore.
Dopo qualche ora, o il mattino seguente, quando il sapone si era ormai sciolto, io andavo a cogliere il fiore del tarassaco (o dente di leone) e il suo stelo cavo  diventava la mia cannuccia.
 All' inizio ne sentivo in bocca il sapore amarognolo che poi a poco a poco svaniva.

A questo punto l'attrezzatura era al completo e non mi restava che trovare il posto migliore per incominciare il gioco. Di solito cercavo un luogo  elevato perchè le bolle avessero modo di volteggiare più a lungo prima di toccare terra, così il posto ideale era sul ballatoio al primo piano dove si apriva una finestra . Lì c' era una vecchissima cassapanca. Io mi ci sedevo sopra, soffiavo le bolle fuori dalla finestra ed esse cominciavano a volare tremolando verso il basso finchè scoppiavano all' improvviso. Erano così belle, così colorate, così leggere, così delicate.
Ed era bello anche soffiare dentro al barattolo: le bolle crescevano, crescevano fino a debordare dal contenitore e la luce si rifletteva su di esse in mille modi diversi.
Quando mi stancavo, riponevo il barattolo nel solito posticino tranquillo: l' indomani avrei potuto giocare di nuovo.
POLITICA
24 ottobre 2008
America! America! (andiamoci piano)
Per decenni ci hanno messo davanti agli occhi il modello americano, che ora però si sta appannando velocemente; nonostante questo nella riforma che si profila per l' università, non si rinuncia a inseguire il mito d' oltreoceano.

Ieri sera ad "ANNOZERO" si parlava di scuola, ma ciò che più mi ha colpito è stato il servizio  sulle università americane: i ragazzi che non possono contare su una famiglia danarosa, che possa permettersi di pagare decine di migliaia di dollari all' anno per l' iscrizione ai corsi, si ritrovano appena laureati con un debito enorme sulle spalle, che dovranno ripagare coi sacrifici  di anni e anni di lavoro. Si diceva nel servizio che lo stesso OBAMA ha appena finito di saldare il suo debito, ma altri meno fortunati di lui continuano a pagare fino alla soglia della pensione.
Alcuni studenti intervistati non nascondevano la loro costernazione per la prospettiva di un futuro già tanto pesantemente condizionato dal debito che stavano accumulando per pagarsi la retta.

Ora penso che il risanamento della nostra università possa partire chiudendo tante piccole sedi e tanti corsi fantasiosi, per concentrare risorse umane e materiali su un numero ristretto di efficientissimi atenei, che guardino all' America per l' eccellenza dei contenuti e per la meritocrazia che impone docenti sempre all' avanguardia e studenti selezionati per le loro capacità.

Ma penso che sarebbe veramente deprecabile tendere a privatizzare gli atenei: l' istruzione e la salute, a mio avviso, hanno tutto da perdere a sottomettersi alla logica del profitto a tutti i costi:
molto meglio una gestione pubblica, ben controllata e responsabile, che abbia a cuore il bene della collettività.



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