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Ognuno sta solo sul cuore della terra trafitto da un raggio di sole. ED E' SUBITO SERA.(Quasimodo) %%%%%% SOLDATI Si sta come d' autunno sugli alberi le foglie. (Ungaretti) > <
25 marzo 2020
Polemiche...
Si doveva chiudere l'Italia il 31 gennaio?Ma davvero?



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19 marzo 2020
Un picnic in-door.

In questi giorni di clausura forzata, anche chi non ha mai pensato di fare passeggiate all'aperto sente  il richiamo dei boschi, dei sentieri fuori mano per interrompere la monotonia di queste giornate scandite dai bollettini del contagio, ed è così che sono state multate migliaia di persone nelle ultime ore.

Probabilmente anche Giovanni e Gioele sentono un po' di noia: sono molto bravi comunque a disegnare, passano molto tempo a giocare con le macchinine, possono stare sul loro grande terrazzo a respirare aria meno inquinata del solito, ma vuoi mettere l'emozione di un picnic?

picnicIeri sera infatti, durante una delle frequenti video-chiamate, cosa vedo? Gioele e Giovanni che mangiano seduti al loro tavolino dei giochi in salotto, mentre papà e mamma sono sul divano e tengono in mano i loro piatti.  Per i due bambini interrompere la routine dei pasti consumati a tavola tutti ben composti ed educati è una festa, una novità che rende più interessante anche il momento della cena: per loro cenare in salotto equivale a fare un picnic, potremmo definirlo un picnic indoor.  Con la fantasia puoi immaginare di avere sotto di te un bel prato verde, di essere all'ombra di un grande albero su cui cinguettano tanti uccellini, mentre le farfalle  e le api volano di fiore in fiore.

Salutandoli, ho raccomandato loro di stare attenti: quando si fanno i picnic le formiche sono sempre in agguato!!!




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10 marzo 2020
Un altro giorno di isolamento

Incomincia un’altra giornata di isolamento: il cielo grigio lascia appena trapelare un alone di luce là dove le nuvole nascondono il sole. Il silenzio è interrotto solo dalle sirene delle ambulanze che transitano veloci.

Questa epidemia ci ha sorpreso e ci trova impreparati: la nostra routine quotidiana, che ci sembrava tanto banale, scontata, noiosa ora assume l’alone del miraggio. Quante piccole cose, piccoli gesti riempivano le nostre giornate!

Ma non è bene lamentarsi troppo: ci sono tanti modi per rendere meno pesanti questi giorni di inattività forzata, anche per persone che devono affrontarli in perfetta solitudine o quasi.

Il pensiero va però a chi sta combattendo nelle sale di rianimazione, a chi li sta assistendo con grande abnegazione e sacrifici, a chi deve continuare a gestire le attività indispensabili alla vita della collettività e per tutti sale dal cuore una preghiera.




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3 marzo 2020
Non ci sono alibi...
Il coronavirus non può essere un alibi.....dove sei Europa?



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26 febbraio 2020
Coronavierus: questione di scelte...

"PROBLEMA Dati: Negli Stati Uniti un tampone del #coronavirus costa $3500; Negli Stati Uniti non c'é la sanità pubblica in grado di fare tamponi; Negli Stati Uniti le assicurazioni private non passano i tamponi; Domanda: Quanti positivi sono stati accertati negli Stati Uniti?"

Questo è un Tweet di Manina che ho trovato su Twitter.

SE davvero le cose stanno così, è logico dedurne che almeno negli Stati Uniti non si registrerà mai una epidemia di coronavirus e forse nessun'altra epidemia.... La gente si ammalerà, i più acciaccati moriranno, ma tutto sarà considerato normale amministrazione. Nessuno statunitense verrà messo in quarantena negli aeroporti internazionali  e sarà libero di spandere a piene mani il virus; i turisti non avranno paura di correre per le strade degli USA e forse si ammaleranno, qualcuno morirà, ma tutto questo sarà imputato alla malasorte .... e basta.

Quale atteggiamento  sarà quello più giusto? Quello degli Stati Uniti che ignorano il problema o il nostro? Lo sapremo solo vivendo.....




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14 febbraio 2020
Datti una calmata!!



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8 febbraio 2020
Meglio sapere ....
Informazioni su : vaccinazioni, immunoterapia, coronavirus  e fiabe di tutto il mondo



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30 gennaio 2020
Il senso dell'amicizia invecchia con noi.

Chi trova unamico trova un tesoro, dice il proverbio. Ma il modo di intendere l’amiciziacambia man mano che si invecchia, almeno per me è stato così.

Da piccola,erano miei amici tutti i compagni e le compagne di gioco senza distinzione; neltempo libero dai compiti e dalle lezioni, uscivo di casa e chiunque fosse neiparaggi con una palla, una corda, una bambola, un barattolo con le bolle disapone era l’amico giusto per passare qualche ora spensierata. Certo però nonriuscivo a considerare amici quelli che si mostravano  prepotenti o maleducati.

Quando peròsono cresciuta un po’, ho cominciato ad essere più selettiva e la mia cerchiadi amicizie si è ridotta drasticamente: avevo solo due o tre amiche e compagnedi scuola con cui mi incontravo più spesso per studiare, per giocare o perchiacchierare di tante cose: di spettacoli TV, di piccoli pettegolezzi, deicompagni di scuola e dei professori, delle prime simpatie verso i ragazzi piùcarini, che ci si accontentava di guardare da lontano.

L’amica delcuore è arrivata solo qualche anno dopo e allora appena potevamo ciincontravamo: bastava una breve corsa in bicicletta e andavo a casa sua. Ciaccoccolavamo sotto un grande albero nel suo ampio giardino/frutteto e ciraccontavamo pensieri, speranze, sogni, progetti più o meno utopistici, paureper un avvenire che non sapevamo ancora immaginare. Parlando sgranocchiavamoqualche qualche ciliegia, qualche albicocca, qualche “marustican“ ancora acerboe piacevolmente scrocchiante sotto i denti, mentre la bocca ti si riempiva diacquolina. Forse è da quei momenti che mi deriva uno strano gusto per la fruttanon troppo matura.

Poi la vita miha sradicato dal mio paese natale e da quelle mie amicizie giovanili, che  ho perso di vista, presa dalle tante incombenzee dagli affanni di dovermi adattare ad una nuova vita, a nuovi luoghi, a nuoviincontri.

Allora sonosubentrate le amicizie di vicinato e con le colleghe di lavoro.  Ho sempre trovato modo di instaurare rapportisolidali con le mie vicine, alle quali affidavo i miei bimbi quando eranoancora troppo piccoli per andare alla scuola materna; spesso  trascorrevamo piacevoli serate preparando egustando insieme semplici cenette: era molto più semplice e più rilassantescambiarci questi inviti piuttosto che andare al ristorante e dover controllareche i nostri piccoletti non turbassero la quiete del locale.

Con lecolleghe (in un periodo in cui ogni insegnante considerava la propria classe unsuo piccolo regno esclusivo) in genere  riuscivo a stabilire rapporti cordiali, masolo con alcune, poche, ho potuto veramente collaborare anche per sperimentarenuovi modi di organizzare le nostre classi. Un prerequisito indispensabile erasaper condividere non solo obiettivi e metodi di insegnamento, ma avere anchelo stesso approccio didattico, la stessa disponibilità a mettersi indiscussione e a cercare il modo migliore di affrontare i problemi.

Ora chesiamo in pensione, ci si incontra molto raramente eppure siamo rimaste insintonia: anche se non ci si vede per mesi, ad ogni incontro si riallaccia ilfilo dei ricordi e dei sentimenti e ci si sente vicine come un tempo.

Leggevoqualche giorno fa (ed è stato proprio quell’articolo a suggerirmi questeriflessioni) che le amicizie tra donne sono molto diverse da quelle che siinstaurano tra  uomini: questi ultimiinfatti hanno amicizie legate ad attività svolte insieme: gli amici del bar concui si gioca a carte, gli amici del calcetto, gli amici delle escursioni inmontagna… Per le donne invece l’amicizia è mettere in comune le proprie anime eper questo sono più durevoli (anche se non mancano le delusioni) e quasiterapeutiche.

 

 

 




permalink | inviato da grandmere il 30/1/2020 alle 10:42 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
23 gennaio 2020
La penna è più potente della spada

Ieri sera, Lucilla Gignoni ha letto un brano tratto dal discorso della giovane Malala all’ONU  e siccome le sue parole sono ancora attuali e sono state fino ad ora inascoltate, le riporto anche qui, come promemoria per tutti noi.

…….Cari amici, il 9 ottobre 2012, i talebani mi hanno sparato sul lato sinistro della fronte. Hanno sparato ai miei amici, anche. Pensavano che i proiettili ci avrebbero messi a tacere, ma hanno fallito. Anzi, dal silenzio sono spuntate migliaia di voci. I terroristi pensavano di cambiare i miei obiettivi e fermare le mie ambizioni. Ma nulla è cambiato nella mia vita, tranne questo: debolezza, paura e disperazione sono morte; forza, energia e coraggio sono nati. Io sono la stessa Malala. Le mie ambizioni sono le stesse. Le mie speranze sono le stesse. E i miei sogni sono gli stessi.

Cari fratelli e sorelle, io non sono contro nessuno. Né sono qui a parlare in termini di vendetta personale contro i talebani o qualsiasi altro gruppo terroristico. Sono qui a parlare per il diritto all’istruzione per tutti i bambini. Voglio un’istruzione per i figli e le figlie dei talebani e di tutti i terroristi e gli estremisti. Non odio nemmeno il talebano che mi ha sparato.

Anche se avessi una pistola in mano e lui fosse in piedi di fronte a me, non gli sparerei. Questa è il sentimento di compassione che ho imparato da Maometto, il profeta della misericordia, da Gesù Cristo e Buddha. Questa è la spinta al cambiamento che ho ereditato da Martin Luther King, Nelson Mandela e Mohammed Ali Jinnah. Questa è la filosofia della non violenza che ho imparato da Gandhi, Bacha Khan e Madre Teresa. E questo è il perdono che ho imparato da mio padre e da mia madre. Questo è ciò che la mia anima mi dice: stai in pace e ama tutti.

Cari fratelli e sorelle, ci rendiamo conto dell’importanza della luce quando vediamo le tenebre. Ci rendiamo conto dell’importanza della nostra voce quando ci mettono a tacere. Allo stesso modo, quando eravamo in Swat, nel Nord del Pakistan, abbiamo capito l’importanza delle penne e dei libri quando abbiamo visto le armi. Il saggio proverbio “La penna è più potente della spada” dice la verità. Gli estremisti hanno paura dei libri e delle penne. Il potere dell’educazione li spaventa. Hanno paura delle donne. Il potere della voce delle donne li spaventa. Questo è il motivo per cui hanno ucciso 14 studenti innocenti nel recente attentato a Quetta. Ed è per questo uccidono le insegnanti donne. Questo è il motivo per cui ogni giorno fanno saltare le scuole: perché hanno paura del cambiamento e dell’uguaglianza che porteremo nella nostra società. Ricordo che c’era un ragazzo della nostra scuola a cui un giornalista chiese: “Perché i talebani sono contro l’educazione dei ragazzi?”. Lui rispose molto semplicemente: indicò il suo libro e disse: “I talebani non sanno che cosa c’è scritto in questo libro”.

Loro pensano che Dio sia un piccolo esseruccio conservatore che punterebbe la pistola alla testa delle persone solo per il fatto che vanno a scuola. Questi terroristi sfruttano il nome dell’islam per i propri interessi. Il Pakistan è un Paese democratico, amante della pace. I Pashtun vogliono educazione per i loro figli e figlie. L’Islam è una religione di pace, umanità e fratellanza. Che dice: è un preciso dovere quello di dare un’educazione a ogni bambino. La pace è necessaria per l’istruzione. In molte parti del mondo, in particolare il Pakistan e l’Afghanistan, il terrorismo, la guerra e i conflitti impediscono ai bambini di andare a scuola. Siamo veramente stanchi di queste guerre. Donne e bambini soffrono in molti modi in molte parti del mondo.

In India, bambini innocenti e poveri sono vittime del lavoro minorile. Molte scuole sono state distrutte in Nigeria. La gente in Afghanistan è colpita dall’estremismo. Le ragazze devono lavorare in casa e sono costrette a sposarsi in età precoce. La povertà, l’ignoranza, l’ingiustizia, il razzismo e la privazione dei diritti fondamentali sono i principali problemi che uomini e donne devono affrontare.

Oggi, mi concentro sui diritti delle donne e sull’istruzione delle ragazze, perché sono quelle che soffrono di più. C’è stato un tempo in cui le donne hanno chiesto agli uomini a difendere i loro diritti. Ma questa volta lo faremo da sole. Non sto dicendo che gli uomini devono smetterla di parlare dei diritti delle donne, ma il mio obiettivo è che le donne diventino indipendenti e capaci di combattere per se stesse. Quindi, cari fratelli e sorelle, ora è il momento di alzare la voce. Oggi invitiamo i leader mondiali a cambiare le loro politiche a favore della pace e della prosperità. Chiediamo ai leader mondiali che i loro accordi servano a proteggere i diritti delle donne e dei bambini. Accordi che vadano contro i diritti delle donne sono inaccettabile……




permalink | inviato da grandmere il 23/1/2020 alle 12:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
20 gennaio 2020
L'ingiustizia fatta sistema..



permalink | inviato da grandmere il 20/1/2020 alle 11:56 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
16 gennaio 2020
Una serata per la Pace.
A Erba Tarquinio e Calabresi parlano di PACE



permalink | inviato da grandmere il 16/1/2020 alle 10:19 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
13 gennaio 2020
Non posso tacere...

Quando Papa Benedetto XVI si dimise l' 11 febbraio 2013, quasi sei anni fa, sorprese tutto il mondo.

Aveva addotto motivi di salute, ma a quel che sembra tali motivi non sussistono più, visto che è ancora felicemente tra noi e sta pubblicando un nuovo libro. E' proprio a motivo di questo libro che mi sento di  fare qualche riflessione.

"Non posso tacere" dice Benedetto XVI e si riferisce alla proposta, lanciata durante il sinodo sull'Amazzonia, di ordinare sacerdoti sposati in zone particolarmente difficili da raggiungere, proprio come quelle dell'Amazzonia. Il Papa emerito si dice contrario.

A questo punto mi viene da dire: non sarebbe stato più opportuno far pervenire queste sue riflessioni ai componenti del Sinodo perchè fossero discusse in quella sede? Non sarebbe stato più opportuno confrontarsi direttamente con Papa Francesco privatamente e lasciare poi al suo successore l'onere di pronunciarsi in merito alla questione?

Perchè Papa Benedetto si è dimesso se "non può tacere"?  Con queste sue uscite può solo alimentare le discordie all'interno della Chiesa e sminuire l'autorevolezza di Papa Francesco (che a quel che ne so, ha già abbastanza nemici)




permalink | inviato da grandmere il 13/1/2020 alle 12:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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